Domani: che cosa vuol dire e da dove viene
Domani è il giorno che segue immediatamente quello in cui si parla; come nome indica il futuro in generale, come in «il domani dei giovani».
Domani è un avverbio che guarda avanti di un solo giorno, ma nel nostro modo di dire è anche una promessa. Il proverbio ricorda di non rimandare a domani quello che si può fare oggi, e la parola ha il peso di una dilazione. Il suo opposto temporale è ieri, e il suo punto di partenza è oggi.
- Il giorno successivo a oggi (avverbio). *Domani vado dal medico.*
- Il futuro, il tempo a venire (nome). *Pensa al domani dei tuoi figli.*
- Saluto di congedo. *A domani!*
- Dopodomani. *Ci vediamo dopodomani.*
Forme e giorni vicini
| Giorno | Forma | Nota |
|---|---|---|
| Due giorni fa | l'altroieri | avverbio |
| Ieri | ieri | avverbio |
| Oggi | oggi | avverbio |
| Domani | domani | avverbio; anche nome maschile |
| Dopodomani | dopodomani | due giorni dopo oggi |
Come si usa in una frase
- Domani mattina ci vediamo in stazione.«Domani mattina» e «domani sera» sono le formule più comuni.
- Non sappiamo che cosa ci riserva il domani.Uso come nome maschile con articolo.
- A domani, e buonanotte.Formula di saluto serale.
Un nome che nasce dal mattino
- Origine. Dal latino *de mane*, cioè «dal mattino», con lo stesso mane che è alla base di «mattina».
- Il senso originario. L'idea era quella del giorno che comincia con la prossima alba.
- Dimani. Esiste anche la forma «dimani», più antica e letteraria, usata in Toscana.
- Domattina. È una forma unita, che vale «domani mattina»; è più formale.
Si scrive «domani» con l'accento?
No, è una parola piana e non porta accento grafico.
Domani è sempre un avverbio?
No. Con l'articolo («il domani») diventa un nome e indica il futuro in generale.