Cielo o cieli? La parola più alta del dizionario

Il cielo è lo spazio che vediamo sopra di noi, di giorno azzurro e di notte stellato. In senso religioso indica il paradiso.

Il cielo è la prima cosa che si guarda quando si esce di casa. Vale per il meteo, per i poeti e per i fedeli, e raramente una parola ha tanti lettori diversi. L'italiano lo usa tanto per descrivere il tempo quanto per esclamare.

Forme e derivati

FormaParolaNota
SingolarecieloIl cielo
PluralecieliPoetico: i cieli
AggettivocelesteColore e relativo al cielo
AggettivocelestialeDivino, meraviglioso
CompostograttacieloCalco dall'inglese skyscraper

Esempi d'uso

Cielo, celeste e aggettivi

Il cielo viene dal latino *caelum*, e da lì vengono *celeste* e *celestiale*. Il plurale «cieli» è raro nel parlato e compare quasi solo nei testi poetici o religiosi: «i cieli e la terra». Quando il tempo cambia si dice che il cielo «si rannuvola» o «si schiarisce»; il colore azzurro ha addirittura un nome proprio, *celeste*. Per il tempo e le sue immagini vedi nuvola, stella e sole.

Il plurale di cielo è cieli?

Sì, ma si usa quasi solo in poesia e nel linguaggio religioso. Nell'uso comune si preferisce il singolare.

Che differenza c'è tra cielo e paradiso?

Il cielo è il luogo fisico sopra di noi; il paradiso è il luogo spirituale. «Cielo» può però avere entrambi i sensi.

Fonti

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