Evviva! Un grido di gioia con una doppia v
Evviva è un'esclamazione di gioia, di approvazione o di festa; come nome maschile indica il grido stesso di acclamazione, come in «un evviva al vincitore».
Evviva è l'esclamazione di chi festeggia. La doppia «v» non è un errore: è il segno di un'antica unione tra «e» e «viva», che ha fatto raddoppiare il suono. È un'interiezione di gioia, simile a «urrà», che si grida alle feste e per un successo.
- Esclamazione di gioia. *Evviva, ce l'abbiamo fatta!*
- Acclamazione a qualcuno. *Evviva gli sposi!*
- Grido di festa (nome). *Un evviva al vincitore.*
- Ironicamente. *Evviva, ha piovuto di nuovo.*
Forme
| Aspetto | Forma | Nota |
|---|---|---|
| Classe | interiezione | evviva! |
| Nome | evviva | un evviva (inv.) |
| Variante | viva | viva l'Italia! |
| Contrario | abbasso | abbasso la scuola! |
| Verbo | vivere | da cui «viva» |
Come si usa in una frase
- Evviva! Abbiamo vinto la partita.Esclamazione spontanea.
- Si levò un evviva dalla folla.Uso come nome, registro letterario.
- Evviva il re!Formula di acclamazione, di tono storico.
Evviva, viva, urrà
- Origine. Da «e viva», dove «viva» è il congiuntivo esortativo di *vivere*: «che viva!».
- Raddoppiamento. La doppia «v» registra il suono rafforzato della parola che segue «e».
- Evviva e viva. «Viva» regge un nome (*viva l'Italia*); «evviva» è più spesso un grido isolato.
- Tre evviva. Per festeggiare qualcuno si grida «hip hip urrà» o si dedica un triplice evviva, cioè tre acclamazioni di fila.
- Registro. È una parola della festa e della lingua parlata, ma si trova anche nei testi letterari, nei discorsi e nelle canzoni popolari.
Si scrive evviva o e viva?
Si scrive unito, «evviva», anche se la parola nasce da «e viva».
Evviva è maschile o invariabile?
Come nome è maschile e invariabile: *un evviva*, *due evviva*.